Il carattere non si decide una volta per tutte. Si forma per deposito. Quello che pensi spesso finisce per colorare il modo in cui pensi sempre.
L'immagine giusta è quella della tintura. Un tessuto immerso a lungo in un colore prende quel colore. Non basta una sola immersione, e nessuna singola immersione si vede. Il colore compare quando le immersioni si accumulano.
Il meccanismo è la ripetizione, non l'intensità. Un pensiero fatto una volta lascia poca traccia. Lo stesso pensiero ripetuto ogni giorno diventa la strada che la mente prende per prima, senza scegliere. A quel punto non lo pensi più, lo sei.
Da qui viene una conseguenza pratica sorprendente. Se il carattere dipende dai pensieri abituali, puoi sceglierlo scegliendo cosa rimuginare. Non con un atto di volontà eroico, ma cambiando il materiale che ti passa davanti ogni giorno.
Uno di questi pensieri vale come esempio. Dove è possibile vivere, è possibile vivere bene. Se ti trovi in un posto difficile, la difficoltà riguarda le condizioni e non la qualità della tua vita. Chi ripete questo pensiero smette di rimandare il vivere bene a quando le condizioni saranno migliori.
Chi invece ripete che tutto va male sta tingendo se stesso di quel colore. Il pensiero non descrive più la realtà, comincia a produrla.