Ogni scontro pubblico mette in gioco qualcosa. Il problema è che non tutti mettono in gioco lo stesso.
Chi ha già perso ruolo, credito e persino la vergogna combatte senza ansia. Non teme altre perdite. Può quindi permettersi ogni forma di insolenza. Tu invece hai un nome costruito in anni. Basta un affronto per sporcarlo. Lo scontro sembra simmetrico e non lo è affatto.
Il meccanismo è semplice. Il rischio si misura su quanto ciascuno può perdere. Se le poste sono diverse, il conflitto è già truccato in partenza. Chi non ha niente gioca gratis. Tu paghi comunque, anche vincendo.
Per questo conviene pesare la tua reputazione e quella dell'altro prima di entrare. Se l'altro non ha nulla da difendere, la mossa saggia è restare fuori. Se proprio devi entrare, muoviti con enorme cautela. Lascia sempre una via per ritirarti in tempo. La prudenza ha bisogno di spazio per lavorare.
Resta poi l'asimmetria finale. Nemmeno la vittoria ti restituisce quello che hai messo a rischio. Hai guadagnato al massimo di avere ragione. Hai perso tempo, calma e un po' di credito. Anni di lavoro possono svanire in un momento sbagliato.