Contraddire in pubblico non corregge quasi mai un errore. In compenso ti mette in difficoltà. Nuotare contro corrente sposta pochissimo e costa molto. Il risultato è che perdi credito e non convinci nessuno.
Il meccanismo è personale e non logico. Dissentire da un'opinione viene sentito come un giudizio su chi la sostiene. Il fastidio si raddoppia. Uno per la cosa criticata e uno per la persona che l'aveva lodata.
Da qui la separazione utile tra pensiero e parola. Il pensiero resta libero e nessuna pressione dovrebbe toccarlo. Il discorso pubblico invece è quasi sempre la voce comune. Chi parla in piazza non parla con la propria. Tenere separate le due cose evita conflitti inutili.
La regola pratica è doppia e simmetrica. Chi ha giudizio evita di essere contraddetto quanto di contraddire. La critica ce l'ha pronta, ma non la pubblica. Se esce dal silenzio lo fa in privato e davanti a poche persone adatte.