Chi definisce l'abbondanza come più di prima non ci arriva mai. Il punto di riferimento si sposta insieme a quello che ottiene.
Il meccanismo è l'abitudine. Una condizione nuova diventa normale in poco tempo, e da normale non produce più nessun effetto. Il confronto riparte da lì, quindi lo stesso guadagno va ripetuto per sentire ancora qualcosa. È una scala che si allunga sotto i piedi mentre sali.
C'è una seconda parte, che riguarda il desiderio di avere. Volere di più non è un obiettivo, è uno stato. Un obiettivo si può raggiungere, uno stato ti accompagna anche dopo il risultato. Per questo l'insoddisfazione non si cura ottenendo, e chi ci prova diventa più veloce senza diventare più contento.
L'alternativa non è rinunciare. È cambiare il metro. Basta quando è sufficiente allo scopo, non basta quando è più di ieri. Il primo metro è verificabile e ha una fine, il secondo no.
Da qui una prova semplice. Chiediti quanto ti serve per fare la cosa che vuoi fare. Se non sai rispondere, non stai inseguendo quella cosa. Stai inseguendo un confronto.