C'è una roccia che sporge sul mare e le onde ci si spaccano contro in continuazione. La roccia non risponde e non si muove. Resta lì, e intorno a lei l'acqua furiosa si calma.
È un modello di reazione che vale nelle situazioni in cui qualcuno ti carica addosso qualcosa. Rimproveri, provocazioni, panico altrui, richieste urgenti gridate. La spinta arriva con una sua energia e cerca un punto dove trasferirla.
Il meccanismo è tutto qui. Se rispondi con la stessa intensità, l'energia si conserva e raddoppia. Se non la restituisci, quell'energia non trova dove andare e si esaurisce. Il conflitto ha bisogno di due partecipanti per continuare.
Attenzione a non confondere questa fermezza con la passività. La roccia non è d'accordo con le onde. Semplicemente non si sposta e non entra nel loro ritmo. Puoi dire di no con voce bassa e non spostarti di un millimetro.
La ricaduta pratica è sul primo secondo. È lì che si decide se diventi un'altra onda o il punto fermo su cui l'onda si scarica.