Ti riferiscono che una persona ha parlato male di te. È l'unica cosa che ti è stata riferita. Che tu sia stato danneggiato, questo non te lo ha detto nessuno. Ce lo hai messo tu.
Vedi che tuo figlio ha la febbre. Questo lo vedi. Che sia in pericolo, non lo vedi. È una previsione, non un'osservazione.
Il meccanismo è la sovrapposizione. La mente attacca il commento al dato con una tale rapidità che sembrano la stessa cosa. Il dato entra dai sensi. Il commento nasce dentro, e porta con sé paura o rancore.
L'esercizio consiste nel tenere separate le due voci. Prima quello che risulta davvero. Poi, a parte, quello che stai aggiungendo. Non serve negare l'aggiunta. Serve saperla riconoscere come tua.
Il risultato è concreto. Quasi tutta l'ansia riguarda la parte aggiunta, non quella osservata. Il fatto nudo di solito è piccolo e gestibile. La storia che ci costruiamo sopra è grande e ingestibile. Contiene un futuro che non è ancora successo.
Restare alle prime apparenze non è ingenuità. È rispondere al fatto vero invece che alla sua versione peggiore.