Quello che rende diverse due persone è soprattutto l'intelligenza. Quello che le rende simili è il carattere. Istinti, passioni e sentimenti cambiano poco da una persona all'altra. Uno studioso e un artigiano possono essere lontanissimi per capacità di ragionamento. Sul piano del carattere la distanza è quasi sempre minima.
Quando molte persone si riuniscono entra in comune solo ciò che tutti possiedono. Le capacità individuali non si sommano, perché non sono condivise. Si mette in comune la parte più diffusa, cioè quella istintiva. La parte rara resta chiusa nella singola testa e si spegne nel gruppo.
Da qui viene una conseguenza sgradevole. Un gruppo non compie quasi mai atti che richiedono intelligenza alta. Un'assemblea di persone brave in campi diversi decide poco meglio di un'assemblea qualunque. Ognuno porta al tavolo solo le qualità medie che hanno tutti. Nel gruppo si accumula la banalità, non l'ingegno.
Questo spiega perché tante decisioni collettive deludono chi le ha prese. Ogni partecipante è più acuto della somma a cui appartiene. Per usare davvero le competenze rare serve un altro modo di decidere. Le teste vanno interrogate una per una, prima che il gruppo le livelli.