Due persone che si bastano cercano la solitudine. Più cresce l'attaccamento, più il resto diventa superfluo. Non è timidezza. È un rifiuto attivo dell'influenza del gruppo.
Quel rifiuto ha due segnali riconoscibili. Il primo è il pudore. Compare quando lo sguardo degli altri entra dove non dovrebbe. Serve a tenere il legame al riparo dalla pressione collettiva.
Il secondo segnale è la gelosia. La gelosia difende una scelta esclusiva da tutto ciò che la diluisce. Non riguarda soltanto un rivale. Riguarda ogni appartenenza che chiede alla persona amata tempo, fedeltà o attenzione.
Alla radice c'è una forma che tende naturalmente al due. Un legame che punta alla soddisfazione piena non si distribuisce su molti. Le inclinazioni verso più persone restano possibili. Si soddisfano però una dopo l'altra, non nello stesso tempo.
Ne segue che la coppia e il gruppo si contendono la stessa energia. Quando l'attaccamento a una persona cresce, l'appartenenza si allenta. Quando l'appartenenza si stringe, la coppia viene guardata come una fuga. Chi vive dentro un gruppo molto coeso riconosce subito quel sospetto verso i legami privati.