Chiamiamo abbandono il fatto di trovarci soli. Ma le due cose non coincidono. Si può stare in mezzo a una folla e sentirsi esposti. Si può stare da soli e non mancare di nulla. La parola abbandono indica l'essere senza protezione, non l'essere senza gente.
La prova sta in ciò che ci consola davvero. Non ci basta vedere una persona qualsiasi accanto a noi. Ci serve qualcuno affidabile, rispettoso e capace di aiutare. Ecco perché una città affollata non toglie il senso di essere indifesi. Non è il numero che protegge, è la qualità del legame.
Da qui viene la seconda parte, meno comoda. Bisogna prepararsi anche a stare da soli. Significa saper reggere la propria compagnia senza cercare distrazioni continue. Chi non sopporta il silenzio dipende dagli altri anche quando non ne ha bisogno.
Un modo per capirlo è guardare i bambini lasciati soli. Raccolgono sassi e polvere, costruiscono qualcosa, lo disfano e ricominciano. Non restano mai senza occupazione. Gli adulti spesso fanno il contrario e trasformano la solitudine in dispiacere.
Stare bene da soli non toglie valore agli altri. Toglie soltanto la fretta di riempire ogni vuoto.