Quello che ti muove davvero è nascosto all'interno. È la parte che decide, che si convince, che dà il consenso. Tutto il resto è attrezzatura.
Il corpo e i sensi sono strumenti attaccati a te. Somigliano a un'ascia, con una sola differenza. L'ascia si prende in mano, mentre questi crescono insieme al corpo e sembrano parte di te.
Il meccanismo che li accomuna è l'assenza di iniziativa. Una spola senza tessitore non tesse. Una penna senza chi scrive non scrive. Una frusta da sola non guida nessun carro. Allo stesso modo un occhio o una mano non fanno niente senza la parte che li muove e li ferma.
Da qui una conseguenza sul modo di vedersi. Quando ti pensi, non includere il contenitore e gli attrezzi. Includi solo la parte che decide, perché è lì che sta la tua responsabilità.
Serve anche a ridurre una confusione comune. Molte cose che sembrano tuoi limiti riguardano soltanto l'attrezzatura. Un attrezzo si guasta e si consuma. La parte che sceglie come usarlo resta al suo posto e continua a lavorare.