Le cose si godono solo quando sono complete. Ogni inizio è deforme, e quella deformità resta impressa. Il ricordo di aver visto qualcosa di imperfetto disturba il piacere successivo. Anche a lavoro finito, quell'immagine continua a interferire.
Il meccanismo riguarda la memoria visiva. La prima forma vista diventa lo schema di riferimento. Ogni versione successiva viene confrontata con quella. Un confronto nato male raramente si raddrizza del tutto.
C'è un secondo effetto sul giudizio. Ricevere un'opera intera in un colpo solo impedisce di smontarla nei dettagli. Chi la vede finita giudica l'insieme e resta soddisfatto. Chi ne ha seguito i pezzi giudica i pezzi.
L'immagine più efficace viene dalla cucina. Vedere preparare il piatto più raffinato toglie appetito invece di darlo. Il processo non è mai attraente quanto il risultato.
Da qui la regola per chi crea qualcosa. Meglio non mostrare il lavoro nella fase iniziale. La natura stessa non porta alla luce nulla prima che sia pronto.