Chi si lamenta di ciò che accade somiglia a un animale legato che scalcia e strilla. Scalcia con forza, ma la corda non cede. L'unico effetto è il dolore in più che si aggiunge alla presa.
Vale anche per il lamento silenzioso. Chi resta immobile nel letto e ripassa nella testa le proprie catene sta scalciando lo stesso. La forma è più educata, la sostanza non cambia.
Il meccanismo sta in una distinzione. Quello che accade accade comunque, e ogni essere vivente lo subisce. La differenza è che una mente capace di ragionare può decidere di andare nella stessa direzione degli eventi. Seguire è obbligatorio per tutti. Seguire di buon grado è possibile solo a chi ragiona.
La ricaduta pratica è concreta. Davanti a un fatto già avvenuto restano due energie diverse. Una si spende contro il fatto e non lo tocca. L'altra si spende sulla prima mossa utile dopo il fatto.
Attenzione a non confondere questa idea con la rassegnazione. Accettare un evento avvenuto non vuol dire accettare che si ripeta. Il consenso riguarda ciò che è già successo, non ciò che puoi ancora cambiare.