Nelle organizzazioni molto grandi si spiega volentieri la coesione con le idee. L'onore, la causa comune, il senso di appartenenza a una nazione. Sono forze reali, ma raramente sono le sole a tenere insieme le persone.
Sotto quelle idee lavora un legame affettivo tra chi comanda e chi esegue. È un fattore che le teorie organizzative dimenticano volentieri, perché non si misura e sembra sentimentale. Dimenticarlo non è solo una lacuna teorica. È un pericolo pratico.
Il meccanismo si vede quando salta. Il trattamento privo di riguardo dei subordinati compare tra le cause principali dei crolli individuali. Chi si ammala dentro un ruolo spesso sta protestando contro il ruolo stesso. La macchina non si inceppa per mancanza di regole, ma per mancanza di considerazione.
C'è una seconda ricaduta, meno visibile. Un gruppo in cui il legame dall'alto è stato trascurato diventa permeabile alle promesse che arrivano da fuori. Se dentro non riceve nulla, il singolo dà credito a chiunque prometta qualcosa.
È così che uno strumento imponente si spezza nelle mani di chi lo aveva costruito. Le regole erano intatte e la disciplina anche. Mancava la sola cosa che nessun regolamento può imporre.