Anche le persone migliori hanno difetti prediletti. Spesso sono difetti dell'intelligenza. Più l'intelligenza è grande, più il difetto risulta visibile. Il problema non è ignorarli. Il problema è amarli, cioè un affetto irrazionale per qualcosa di evitabile.
Il costo lo spiega il modo in cui gli altri guardano. Chi ti valuta si ferma proprio lì. Passa in rassegna le tue qualità e poi si installa sulla macchia. La ingrandisce finché copre tutto il resto. Quel difetto diventa la tua descrizione.
Lo stesso meccanismo vale per gli errori isolati. Nessuno guarda il sole quando splende. Tutti lo guardano quando si eclissa. Le conversazioni non registrano ciò che funziona, registrano ciò che si rompe. Una notizia cattiva viaggia più lontano di qualsiasi applauso.
Da qui una conseguenza scomoda. Tutte le imprese riuscite non bastano a cancellare una sola macchia. Molti vengono conosciuti solo dopo essere usciti di scena. Conviene quindi curare i propri difetti prediletti. E conviene sbagliare poco, perché il malanimo nota ogni errore e nessun successo.