Chi cerca un maestro ci va perché qualcosa non funziona. Porta una convinzione storta, una paura, una rabbia che gli rovina le giornate. Un luogo dove si impara a vivere somiglia a uno studio medico. Ci entri con un problema e dovresti uscirne toccato, non compiaciuto.
Se esci lodando le frasi ascoltate, esci con lo stesso male con cui sei entrato. La lode è il segnale che il discorso ti ha lasciato dove eri. Chi applaude sta guardando lo spettacolo, non se stesso.
Il meccanismo è semplice. Un discorso che tocca davvero il tuo problema ti costringe a vederlo. Vedere un proprio difetto non è piacevole, quindi la reazione naturale è disagio. Chi parla per essere ammirato evita proprio quel punto, perché il disagio non produce applausi.
Esiste un criterio molto duro per chi insegna. Se chi ascolta trova il tempo di lodarti, hai parlato invano. La prova di un buon insegnamento non è il piacere di chi ascolta. È che qualcuno se ne vada dicendo che deve smettere di comportarsi così.
Vale anche fuori dalle aule. Quando spieghi qualcosa a qualcuno, guarda cosa cambia nei giorni dopo. Non guardare cosa ti dice mentre ti sta ancora ascoltando.