Un corpo appena nato è morbido e cedevole. Lo stesso corpo, alla fine, diventa duro e fermo. Le piante seguono la stessa regola. Un germoglio si piega senza rompersi, un ramo secco si spezza al primo colpo.
Da qui una regola generale. La durezza accompagna la morte, la morbidezza accompagna la vita.
Il meccanismo è l'adattamento. Un sistema vivo scambia di continuo materia e informazione con l'esterno, quindi cambia forma senza sosta. Quel cambiamento richiede parti che cedono. Quando lo scambio si ferma, la struttura si fissa e diventa rigida. La rigidità non è forza. È il segno che l'adattamento è finito.
Da qui una conseguenza sulle prove. Un elemento rigido sopporta molto e poi cede tutto insieme. Un elemento cedevole sopporta meno ma si deforma e torna indietro. Il primo regge finché la sollecitazione resta prevista. Il secondo regge anche quello che nessuno aveva previsto.
La ricaduta pratica è leggere la rigidità come un sintomo. Una persona o una regola che non si piegano più non sono diventate più forti. Hanno solo smesso di rispondere a quello che succede intorno.