Le foglie cadono e il vento le sparge. Nella stagione giusta l'albero ne produce altre e nessuno nota il cambio. La stessa cosa vale per le generazioni umane.
Foglie sono anche le persone che ti circondano. Chi ti applaude, chi ti critica di nascosto, chi giura di tramandare il tuo nome. Durano quanto te o poco di più. Il pubblico che dovrebbe garantire la tua fama scompare insieme alla tua fama.
Qui sta il meccanismo che sfugge. Chi insegue il riconoscimento immagina un giudice permanente che osserva. Quel giudice non esiste. Esiste una fila di persone brevi che si passano un ricordo sempre più leggero.
La conseguenza è pratica, non malinconica. Se il premio è breve, non conviene pagare un prezzo lungo per ottenerlo. Molte scelte fatte per la reputazione costano anni e rendono per giorni.
Il difetto che questa idea corregge è preciso. Trattiamo le cose come se durassero per sempre, e per questo le inseguiamo o le evitiamo con troppa forza. Riconoscere la durata reale non toglie valore alle cose. Toglie l'urgenza sproporzionata.