Molte persone nello stesso posto non formano una folla. Mille individui fermi in una piazza, senza uno scopo comune, restano mille individui separati. Perché nasca una folla serve uno stimolo che orienti tutti nella stessa direzione.
Quando quello stimolo arriva succede una cosa precisa. La personalità cosciente di ciascuno si spegne. I sentimenti e i pensieri di tutti puntano dove punta il gruppo. Nasce un'anima collettiva provvisoria, con caratteri suoi molto netti. Il gruppo diventa un essere solo e obbedisce a una sola legge mentale.
La presenza fisica non è la condizione decisiva. Migliaia di persone lontane fra loro possono diventare una folla sotto una forte emozione condivisa. Un grande evento nazionale basta a orientarle tutte allo stesso modo. Poi basta un caso qualsiasi che le riunisca perché agiscano già da folla.
Vale anche il contrario. Una mezza dozzina di persone può comportarsi come una folla vera. Centinaia di persone riunite per caso possono non farlo mai. Perfino un popolo intero, senza nessun raduno visibile, può diventare folla sotto certe influenze.
Il numero quindi non spiega niente da solo. Quello che conta è l'orientamento comune dei sentimenti. Riconoscerlo aiuta a capire una cosa utile. Da sola una persona ragiona in un modo. Dentro un gruppo acceso ragiona in un altro.