Trattare il sapere come una risorsa infinita porta a un errore pratico. In un certo tempo e in un certo luogo la quantità disponibile è finita.
Da questo segue un effetto poco intuitivo. La stessa quantità dà risultati diversi secondo come viene spartita. Divisa fra moltissimi, tocca a ciascuno una dose che non cambia niente. Concentrata in poche persone, produce effetti grandi.
L'immagine dell'oro rende evidente il meccanismo. Con una certa quantità di oro si dorano pochi oggetti per intero. Se si prova a dorarne molti di più, il metallo si stende a chiazze. Gli oggetti non risultano dorati, e l'oro è perduto.
Una dose minima di sapere si comporta allo stesso modo. Non basta a cambiare una decisione né una vita. A volte peggiora le cose, perché dà la sensazione di aver capito. Chi ne riceve poco crede di sapere e smette di cercare.
La ricaduta pratica riguarda chi insegna e chi impara. Spargere un'infarinatura su tutti sembra generoso e di solito non lascia niente. Concentrare tempo e attenzione su pochi punti permette a quel poco di crescere. Vale per una scuola, per un'azienda e per la testa di una singola persona.