Chi studia senza praticare accumula frasi che non sa usare. Chi pratica senza studiare ripete gesti che non sa correggere. Nessuno dei due avanza davvero, e ognuno pensa che l'altro stia sbagliando strada.
Il meccanismo è lo scambio di informazioni tra i due lati. La pratica produce esperienze grezze, cioè cose che funzionano e cose che no. Senza un quadro concettuale quelle esperienze restano casi isolati e non diventano regole.
Dall'altra parte il sapere produce distinzioni, cioè criteri per vedere differenze che prima non si notavano. Senza pratica quelle distinzioni non incontrano mai un caso reale e restano parole.
Messe insieme, le due si alimentano. La pratica dà materia al concetto, il concetto dà occhi alla pratica. Ogni giro rende il successivo più veloce.
La ricaduta pratica è alternare a intervalli brevi. Studiare per mesi prima di iniziare spreca quasi tutto ciò che si è studiato. Praticare per anni senza leggere niente fa fossilizzare gli errori. Il ritmo giusto tiene le due cose abbastanza vicine da parlarsi.