Se tutti si comportano in un certo modo, chi fa uguale non ci perde. La saggezza solitaria invece passa per stranezza. Conta molto navigare nella stessa corrente. Il meccanismo è di percezione, non di verità. Un giudizio giusto ma isolato non viene letto come giusto. Viene letto come bizzarro, e chi lo esprime paga il prezzo.
Da qui una conclusione ruvida. La saggezza più grande consiste spesso nell'ignoranza, o almeno nel fingerla. Si vive con gli altri, e gli altri spesso non sanno.
Vivere completamente da soli richiede di essere quasi divini oppure quasi bestiali. Nessuna delle due condizioni è desiderabile. Conviene ribaltare la formula. Meglio essere saggi insieme a molti che sciocchi in perfetta solitudine.
C'è infine un errore da evitare. Alcuni cercano di sembrare originali inseguendo idee impossibili. Non è indipendenza di pensiero. È solo un modo più elaborato di isolarsi.
Resta una distinzione utile da tenere a mente. Adattarsi nelle forme costa poco e apre molte porte. Cedere anche nel giudizio invece costa tutto. La prima è prudenza, la seconda è resa.