Ogni confronto ha due metà. Una è renderti difficile da colpire. L'altra è l'occasione per prevalere sull'altro. Solo la prima dipende da te.
Puoi chiudere le tue falle quando vuoi. Puoi prepararti, coprirti, togliere appigli. Nessuno può impedirtelo. L'occasione di prevalere invece nasce da un passo falso altrui. Se l'altro non sbaglia, quell'occasione non arriva.
Da qui viene un paradosso utile. Puoi sapere benissimo come si vince e non poterlo fare adesso. Sapere non crea il momento. Il momento lo apre chi ti sta di fronte. Per questo la competenza e il risultato non coincidono quasi mai nello stesso istante.
La ricaduta pratica cambia l'ordine delle cose. Prima si lavora sulla propria solidità, che è sotto controllo. Poi si aspetta il varco che l'altro prima o poi lascia. Chi inverte l'ordine si espone per forzare un'occasione che non esiste. Così regala all'avversario esattamente l'errore che stava aspettando. Chi invece resta solido non ha bisogno di fretta. Ogni giorno che passa senza un tuo errore è un giorno guadagnato. L'unico che può perdere terreno diventa l'altro.