Ogni desiderio è una scommessa. Vinci se ottieni la cosa e perdi se non la ottieni. Se la posta dipende da altri, hai scommesso su una partita che non giochi tu.
Da qui viene una regola che riduce moltissimo la frustrazione. Limita desideri e avversioni alle cose che sono in tuo potere. Puoi volere di agire bene, di prepararti, di dire la verità. Non puoi volere che gli altri riconoscano il tuo lavoro.
Il meccanismo è aritmetico più che morale. Un desiderio rivolto a cose fuori dal tuo controllo fallisce ogni volta che il mondo non collabora. E il mondo non collabora spesso. Lo stesso impegno rivolto alle tue azioni riesce quasi sempre.
La seconda metà della regola riguarda ciò che arriva comunque. Ti tocca una parte del tutto, come la foglia riceve la sua parte dalla pianta. La differenza è che tu puoi capire il rapporto tra la parte e l'insieme, e quindi collaborare invece di subire.
La ricaduta pratica è visibile nella scelta degli obiettivi. Un obiettivo formulato come risultato altrui produce ansia costante. Lo stesso obiettivo formulato come azione tua produce lavoro, e in genere anche il risultato che cercavi.