Chi studia una disciplina della condotta misura spesso i propri passi in modo sbagliato. Conta quante pagine ha capito, quanti autori sa spiegare, quante parole difficili sa usare. Ma il fine dichiarato di quella disciplina è la serenità. Se il fine è la serenità, il progresso verso quel fine deve produrre serenità.
Il meccanismo è semplice. Il progresso verso una meta è un avvicinamento a quella meta, non a un'altra. Un cammino che non produce nulla di ciò che la meta promette non porta lì. Quindi capire bene un trattato non è progresso, è solo capire bene un trattato.
L'errore nasce dal cercare il lavoro in un posto e il risultato in un altro. Il lavoro sta nel modo in cui vuoi e rifiuti le cose. Il risultato quindi va cercato lì, non nella libreria.
Chi si sente dire bravo per una lettura difficile viene distolto dai propri difetti veri. Il complimento è quasi sempre una distrazione. Chiedi a te stesso una prova diversa. Cosa è cambiato in ciò che desideri e in ciò che temi.