Il primo sentimento verso chi arriva dopo di noi non è affetto. È gelosia. Il bambino più grande vorrebbe togliere di mezzo il nuovo arrivato. Vorrebbe tenerlo lontano da chi si occupa di lui.
Quel desiderio però non porta da nessuna parte. Chi si prende cura dei figli li tratta tutti allo stesso modo. Mantenere l'ostilità costa cara a chi la prova. Rischia di perdere affetto proprio da chi vorrebbe avere tutto per sé.
Allora il sentimento si rovescia. Il rivale diventa un simile con cui identificarsi. Nasce così il primo senso di comunità, prima in casa e poi a scuola. Non nasce dalla simpatia. Nasce da una gelosia che non poteva vincere.
Da qui viene la prima richiesta di ogni gruppo di ragazzi. È la richiesta di giustizia, cioè di trattamento uguale per tutti. Chiunque abbia visto una classe sa quanto è rumorosa questa pretesa.
Il suo nucleo è chiaro e poco nobile. Se non posso essere io il preferito, allora nessuno deve esserlo. L'uguaglianza chiesta a gran voce difende prima di tutto chi teme di perdere.