Ogni capacità si occupa di un materiale e vale dentro quel campo. La capacità di lavorare il cuoio riguarda le pelli. Non riguarda sé stessa, perché non è fatta di cuoio. La grammatica riguarda le parole scritte, e non è a sua volta una parola scritta. Nessuna delle due può giudicare la propria qualità dall'interno.
La regola generale è questa. Una facoltà può esaminare sé stessa solo se è della stessa natura del suo oggetto. Altrimenti resta cieca proprio dove servirebbe di più.
La ragione fa eccezione. Il suo oggetto sono le impressioni, cioè le rappresentazioni che ci arrivano dal mondo e da noi stessi. La ragione stessa è un sistema costruito con quel materiale. Quindi può prendere sé stessa come oggetto e valutare come sta funzionando.
Lo stesso vale per la capacità di distinguere il bene dal male. Se sa separare le cose buone da quelle cattive, sa separare anche i propri giudizi buoni da quelli sbagliati.
Da qui nasce il compito principale di chi vuole ragionare bene. Esaminare le impressioni prima di usarle, e non servirsi mai di una impressione non verificata. È l'unico controllo disponibile, e la ragione è l'unico strumento capace di eseguirlo su sé stesso.