Alcune persone, opere o idee esercitano sulla mente una forma di dominio silenzioso. Chi lo subisce smette di valutare e prova soltanto stupore e rispetto. Questo dominio si chiama prestigio.
Il meccanismo non passa dagli argomenti. Il prestigio non convince, sospende. Le facoltà critiche restano ferme, come in chi è sotto suggestione. Per questo un'idea con prestigio non ha bisogno di prove per essere accettata.
È la molla più forte di ogni forma di potere. Nessuna autorità si regge a lungo sulla sola forza. Serve qualcosa che disarmi in anticipo la voglia di verificare. Il prestigio fa esattamente questo lavoro.
Da qui viene anche la sua fragilità. Il prestigio vive finché il giudizio resta sospeso. Quando torna la valutazione fredda, la presa si allenta.
Riconoscerlo è la difesa più pratica. Davanti a una proposta conviene chiedersi da dove viene il consenso. Dal contenuto oppure da chi lo porta. In pratica quasi nessuno se lo chiede. Il prestigio agisce prima che il pensiero si metta in moto.