Esiste una misura più severa di qualunque controllo esterno. È il giudizio che dai a te stesso. Chi la usa non ha bisogno di sorveglianti.
Il meccanismo è la fonte della regola. Se ti comporti bene per paura di essere scoperto, il metro non è tuo. Dipende da chi guarda. Quando nessuno guarda, il freno sparisce. Se invece la regola è tua, resta accesa sempre. Uno standard esterno funziona solo mentre qualcuno controlla.
Da qui una pratica esigente. Lascia perdere ciò che è sconveniente per rispetto verso te stesso. Non per timore di un'autorità. Il primo motivo funziona anche di notte, il secondo no. Questa scelta cambia anche il modo in cui ti guardi.
C'è anche un effetto sulla familiarità con sé stessi. Prendersi troppa confidenza abbassa lo standard senza accorgersene. Chi tiene alto il proprio giudizio interno non ha bisogno di un maestro immaginario. Quel maestro lo è già diventato. Il rispetto verso di sé è l'unico controllo sempre presente.