Chi teme il cambiamento teme la condizione di ogni cosa che gli serve. Niente accade senza che qualcosa si trasformi. Un pasto ti nutre solo perché il cibo viene scomposto. Una stanza si scalda solo perché la legna brucia e sparisce.
Il cambiamento non è un incidente del mondo. È il modo in cui il mondo funziona. Ogni processo utile consuma una forma e ne produce un'altra. Toglierlo significherebbe togliere anche il beneficio.
Da qui viene una contraddizione poco notata. Accettiamo volentieri le trasformazioni che ci convengono. Rifiutiamo quelle che ci riguardano da vicino. Ma è lo stesso processo, visto da un altro punto di vista.
Anche tu sei una forma temporanea di materia in movimento. Il corpo si rinnova, le opinioni si spostano, le forze cambiano. La persona che eri molti anni fa non esiste più. Eppure quella scomparsa non ti è sembrata una tragedia.
Il timore riguarda quasi sempre la perdita di controllo, non il cambiamento in sé. Riconoscerlo sposta la domanda. Non come fermare la trasformazione, ma come attraversarla senza combatterla.