Una certa trascuratezza è spesso la migliore raccomandazione per il talento. Sembra un paradosso e non lo è. Funziona per una ragione precisa. Il meccanismo è l'invidia. L'invidia esclude, e diventa più velenosa quanto più si presenta educata. Considera un'imperfezione perfino il fatto di non avere difetti.
Chi è perfetto in tutto viene condannato in tutto. L'invidia diventa un guardiano con occhi dappertutto, sempre a caccia di una crepa. Trovarla è la sua unica consolazione. Se non la trova, la inventa.
Il biasimo si comporta come il fulmine. Colpisce ciò che è più alto. Restare l'unico punto senza appigli significa attirare tutte le scariche.
Da qui la mossa. Concediti ogni tanto una distrazione visibile, una piccola negligenza nel coraggio o nell'ingegno. Mai però nella prudenza, perché quella regge tutto il resto.
Il difetto minore funziona come un mantello lasciato nelle corna dell'invidia. Lei si accanisce su quello. Tu porti in salvo la parte che conta.