L'immaginazione non si limita a guardare la vita. La governa. Rende una giornata leggera o pesante a seconda di dove va. Lavora anche quando non te ne accorgi.
Il meccanismo è la sostituzione. Al posto dei fatti mette scenari. L'umore reagisce agli scenari come se fossero reali. Da lì nasce buona parte del nostro contento e del nostro scontento. La mente produce immagini e il corpo le tratta come notizie.
Prende due forme opposte e speculari. Ad alcuni mostra in anticipo la punizione di ogni azione. Diventa una frusta e li blocca prima ancora che provino. Ad altri promette avventure e felicità che non arriveranno mai. Entrambe le forme allontanano dai fatti.
Per questo va corretta a volte e assecondata altre. Non si tratta di spegnerla, perché serve anche alla ragione. Si tratta di chiederle prove. Un controllo prudente la tiene al suo posto e restituisce ai fatti il primo posto. Chiedile quali prove sostengono lo scenario che propone.