Ci sono due modi di sentirsi al sicuro. Uno dipende da te, l'altro dipende dagli altri.
Il primo è pensare che la cosa brutta probabilmente non succederà. È una stima, e le stime sulle intenzioni altrui sono quasi sempre generose. Il secondo è essere pronti se succede. È uno stato, e uno stato si può verificare.
La differenza pratica è enorme. Una probabilità bassa non riduce il danno quando l'evento arriva. La preparazione lo riduce sempre, anche quando l'evento non arriva mai.
Il meccanismo è il controllo. Non decidi tu se qualcuno tenterà. Decidi tu quanto sarà difficile riuscirci. Spostare il ragionamento dalla prima domanda alla seconda rimette la decisione nelle tue mani.
C'è anche un effetto secondario. Una posizione visibilmente solida cambia i conti di chi la osserva. Molti tentativi non avvengono perché non convengono. In questo senso la preparazione riduce davvero la probabilità, ma solo perché è arrivata prima.
Vale per i risparmi, per le copie di un lavoro importante, per le persone su cui poggia un'attività. La domanda giusta non è quanto è probabile il guasto. È cosa succede il giorno in cui capita, e quanto ci vuole per rialzarsi.