Il tempo sembra un contenitore uguale per tutti. C'è un modo semplice per accorgersi che non lo è. Prendi la durata della vita di un essere. Moltiplicala per la velocità della luce.
Il risultato è una lunghezza, cioè lo spazio che la luce percorre mentre quell'essere esiste. Per una particella che dura un trecentomilionesimo di secondo la luce percorre un metro. Per una che dura un decimillesimo di secondo percorre trenta chilometri. Per una cellula che vive tre secondi percorre novecentomila chilometri.
Quella lunghezza non è il luogo in cui l'essere si trova. È la misura del suo tempo, scritta con lo stesso metro dello spazio. Il tempo smette di essere uno sfondo e diventa una grandezza propria di ciascuno.
La conseguenza è che ogni essere porta con sé la sua misura temporale. La vita non si svolge dentro il tempo. La vita è il tempo di chi la vive. Confrontare due esseri significa confrontare due misure, non leggere lo stesso orologio.