Chi ti ha danneggiato ha agito seguendo una sua idea di ciò che è bene. Nessuno persegue quello che considera un male per sé. Ricostruire quell'idea è più utile che misurare l'offesa. Cambia la reazione, non i fatti.
Gli esiti possibili sono soltanto due. O consideri buona la stessa cosa che considera buona lui. In quel caso, al suo posto e con le sue informazioni, avresti fatto qualcosa di simile. Condannarlo sarebbe condannare anche te.
Oppure quella cosa per te non è affatto un bene. Allora hai davanti una persona che si è sbagliata sul proprio interesse. Verso chi sbaglia i conti è più naturale la pazienza che la rabbia.
In entrambi i casi l'indignazione perde il suo appiglio. L'indignazione poggia sull'idea che l'altro abbia scelto il male sapendo che era male. Quasi mai è andata così. Quasi sempre ha scelto un bene apparente e ristretto.
Questo non cancella la responsabilità. Un errore di giudizio resta un errore e può richiedere una conseguenza. Ma la conseguenza scelta a mente fredda è quasi sempre più efficace di quella scelta per rancore.