Molte persone dichiarano di non essere portate per qualcosa. Poi smettono di provarci. La conclusione arriva prima della prova.
C'è un caso che rende il punto evidente. La mano meno usata è goffa in quasi tutto. Nel tenere le redini di un cavallo, però, stringe meglio dell'altra. Il motivo è solo che è stata allenata proprio in quel gesto.
Il meccanismo è che l'abilità non è una dote generale. È specifica del compito ripetuto. Una parte del corpo può restare debole ovunque. E diventare superiore in un punto preciso.
Da qui segue una conseguenza contro l'intuito. La sensazione di essere negato misura quante volte hai fatto quella cosa. Non misura quanto potresti farla. È una fotografia del passato scambiata per una previsione.
C'è anche un vantaggio nascosto. Chi si esercita dove si sente incapace parte da un livello basso, quindi migliora in fretta. Lo stesso tempo speso dove sei già bravo produce guadagni molto più piccoli.
Non ogni tentativo porta all'eccellenza. Ma la frase non sono portato non è mai un dato di partenza. È un riepilogo di quello che non hai ancora ripetuto abbastanza.