Dentro ognuno agiscono due immagini di sé. Una è la persona come si comporta davvero. L'altra è il modello che pretende. Le due quasi mai coincidono.
Ogni volta che qualcosa nella persona reale coincide con il modello nasce una sensazione di trionfo. Non è soltanto la contentezza per un risultato. È la sparizione momentanea di una distanza che di solito resta aperta.
Questo spiega perché il trionfo dura poco. Il risultato resta, la coincidenza no. Basta che il modello si sposti un poco più avanti e la distanza si riapre. Il piacere finisce senza che sia successo niente di male.
Il senso di colpa è la stessa misura letta dall'altro lato. Esprime la tensione tra come si è e come si dovrebbe essere. Lo stesso vale per il senso di inferiorità. Nessuno dei due riguarda i fatti in sé.
Ne segue una conseguenza poco intuitiva. A parità di comportamento, un modello più esigente produce più colpa e meno trionfi. Chi vuole sentirsi meglio non deve solo salire. Deve anche sapere di quanto sta alzando l'asticella mentre sale.