Ogni processo che si sviluppa incontra due punti in cui la spinta iniziale non basta più. Lì rallenta e devia, se non arriva aiuto da fuori.
Quei due punti vengono letti di solito come difetti. Sono invece la cosa più interessante della struttura.
Il meccanismo è questo. Un processo che avesse energia sufficiente per ogni suo passo sarebbe chiuso e indipendente da tutto il resto. I due punti di stallo lo obbligano a cercare energia altrove. Quella necessità è ciò che lo lega agli altri processi.
Da qui segue una conseguenza precisa. Un processo nuovo si attacca al precedente esattamente dove il precedente si è fermato. Non si aggancia a caso e non si aggancia dove le cose vanno bene. Entra nel punto di stallo, perché è l'unico posto in cui serve.
È il motivo per cui niente resta isolato a lungo. La debolezza di ogni sviluppo è anche la sua porta verso il mondo.
Sul piano pratico questo dice dove guardare. Se vuoi capire come una cosa si collega al resto, non guardare dove funziona. Guarda dove si ferma.