Si immagina che un gruppo nasca dal numero. Molte persone insieme, e qualcosa cambia. La condizione decisiva però non è quantitativa. È che tutti mettano la stessa figura al posto del proprio metro di giudizio.
Da quel passaggio ne discende un secondo. Chi ha consegnato quel posto alla stessa figura si ritrova con qualcosa di identico dentro di sé. Le persone diventano simili perché guardano tutte nella stessa direzione. Il legame tra i membri non nasce da solo, deriva dal legame con il centro.
Il meccanismo spiega perché gruppi lontanissimi si assomigliano. Cambiano lo scopo e le dimensioni, la struttura resta la stessa. Una guida o un'idea al centro, attorno persone rese uguali dalla stessa dedizione.
La conferma arriva dal caso limite. Un rapporto in cui una persona guida e l'altra si affida ha già tutte le proprietà di una folla. Docilità, critica assente, iniziativa assorbita. Manca solo il numero, che non era la causa.
La ricaduta pratica è utile. Per capire un gruppo non serve contare i membri. Serve capire chi occupa il centro e cosa gli è stato consegnato.