Ci sono persone che si vergognano di cose innocue e non provano nessun disagio per cose che fanno danno. Lo stesso accade con la paura. Grande allarme dove il rischio è minimo, nessuna reazione dove il rischio è serio.
Il problema non è la quantità di vergogna o di paura. È dove sono puntate.
Il meccanismo è che questi due segnali non nascono da un calcolo. Vengono imparati per imitazione e per esperienze forti, quasi sempre in età precoce. Un ambiente che si scandalizzava per l'aspetto e ignorava la slealtà consegna esattamente quella taratura.
Da qui una conseguenza importante. Una taratura sbagliata non si corregge riducendo il segnale. Chi si vergogna delle cose sbagliate non ha bisogno di vergognarsi meno, ha bisogno di spostare il bersaglio.
Il controllo si fa con una domanda semplice. Questa cosa che mi imbarazza, chi danneggia. Questa cosa che non mi crea nessun disagio, chi danneggia.
La ricaduta pratica è tenere un piccolo elenco di casi personali. Quando le due risposte non coincidono con le tue reazioni, hai trovato un punto tarato male. Sono pochi, e correggerne uno cambia molte decisioni successive.