Con i pesi nessuno si fida dell'occhio. Si usa una bilancia, e la bilancia è stata definita prima di pesare. Per sapere se una linea è dritta esiste la riga. Il vantaggio non sta nella precisione dello strumento. Sta nel fatto che il criterio viene fissato prima del caso da valutare.
Sulle questioni di valore facciamo il contrario. Decidiamo caso per caso, con l'impressione del momento, e la chiamiamo valutazione. Così il giudizio segue il desiderio invece di guidarlo.
Un criterio si costruisce partendo da una proprietà su cui si concorda. Qualcosa di buono deve poter ispirare fiducia e sicurezza. Su ciò che è instabile non si può riporre fiducia. A quel punto basta chiedersi se il piacere immediato sia stabile. Non lo è, quindi non regge come base su cui costruire.
Il valore del metodo sta tutto nel suo ordine. Prima si stabilisce la regola, poi si porta il caso davanti alla regola. Invertendo l'ordine, la regola viene ritagliata su ciò che si voleva già fare. Chi possiede più criteri può verificarne uno con l'altro. Un giudizio che regge a due prove diverse è molto più solido.