Il consiglio di fare poche cose è quasi giusto. Il problema è il criterio con cui si taglia.
Chi punta a una quantità bassa taglia in base al tempo che le cose costano. Così spariscono anche compiti necessari, solo perché lunghi. Restano attività brevi e comode che non servono a niente. La giornata diventa più leggera e più inutile.
Il criterio migliore è un altro. Fai ciò che è necessario. E fai ciò che la vita insieme agli altri richiede, nel modo in cui lo richiede.
Il meccanismo qui è interessante. Il necessario è quasi sempre poco. Quindi il criterio della necessità produce da solo anche la riduzione. Ma la produce dalla parte giusta, togliendo per primo il superfluo.
Questo porta due guadagni invece di uno. Il primo viene dall'aver fatto bene ciò che contava. Il secondo viene dall'aver fatto poche cose. Chi taglia a caso ottiene solo il secondo, e nemmeno per intero.
Serve una domanda operativa. Prima di ogni cosa che stai per fare, chiediti se è una delle non necessarie.
La maggior parte di quello che diciamo e facciamo appartiene a quella categoria. Toglierla libera tempo e riduce l'inquietudine.