Il carattere non si vede quando le cose vanno bene. In quelle condizioni le persone si somigliano quasi tutte.
Un dolore fisico, una malattia lunga o una perdita grave tolgono le energie di riserva. Quello che resta è il comportamento che non richiede sforzo, perché è già diventato abitudine. Sotto carico non si sceglie. Si esegue quello che si è ripetuto quando scegliere era facile.
Per questo la costanza si costruisce prima, nei giorni ordinari e senza pubblico. Le prove difficili non creano un'altra persona. Mostrano quella che era già stata costruita.
Restare lo stesso non vuol dire diventare rigido. La stessa persona può essere ferma sul principio e cedevole sul modo. La fermezza riguarda la direzione, e cedere su un dettaglio non tradisce nessuna direzione.
Chi confonde le due cose diventa duro invece che fermo. La durezza sembra forza finché regge, poi si rompe di colpo, spesso proprio quando servirebbe tenere. Chi resta flessibile sui modi arriva più lontano con meno danni.