Sei composto da tre cose. Un corpo, un respiro che lo tiene vivo, e la parte che pensa e giudica. Sembra una distinzione da manuale. Ha invece una conseguenza pratica forte.
Corpo e respiro sono tuoi solo nel senso che devi prendertene cura. Non li hai scelti e non li governi fino in fondo. Invecchiano, si ammalano, si stancano quando decidono loro.
La parte che pensa è tua in un altro senso. Nessuno può entrarci senza il tuo permesso. Nessuno può obbligarla ad approvare ciò che non approva.
Da qui segue una regola di attribuzione. Quando qualcosa ti fa soffrire, chiediti quale delle tre parti è coinvolta. Se è il corpo, hai un problema da gestire. Se è il giudizio, hai una decisione da rivedere.
Confondere i due piani crea guai. Chi tratta un dolore fisico come un fallimento morale si punisce senza motivo. Chi tratta un giudizio sbagliato come un destino fisico rinuncia all'unica leva che ha.
Tenere separate le tre parti non toglie nulla al corpo. Chiarisce dove puoi ancora intervenire.