Le persone affrontano fatiche enormi per cose senza importanza. Poi non muovono un dito per ciò che potrebbe cambiare qualcosa nella loro vita. La sproporzione è costante e non dipende dal carattere.
Il meccanismo sta nel modo in cui si stima un prezzo. Per una cosa già conosciuta il valore è chiaro. Il costo sembra allora ragionevole, anche quando è alto. Per una cosa mai sperimentata il valore non è verificabile. Qualsiasi prezzo appare sproporzionato, perché manca il termine di paragone.
Si aggiunge una seconda distorsione. Ciò che conta davvero, ce lo si aspetta in dono. Sembra ingiusto doverlo comprare, come se dovesse arrivare da sé proprio in virtù del suo valore. La sua importanza diventa così la ragione per non pagarlo.
La regola opposta è più realistica. Tutto si paga, e si paga in proporzione a quello che si riceve. Non è una punizione. È il modo in cui una cosa entra davvero in possesso di chi la ottiene.
La ricaduta pratica è un controllo rapido. Quando qualcosa sembra troppo faticosa, guarda quanto vale se riesce. Quando qualcosa è facile ma divora tempo, guarda quanto vale davvero. Le due domande smascherano quasi tutte le fatiche mal riposte.