Quasi nessuno vive senza un punto debole. A volte è fisico, più spesso è un'abitudine. Molti lo coltivano proprio perché potrebbero correggerlo con poco.
Il meccanismo è sproporzionato ed è per questo che conta. Chi guarda nota il neo e non l'insieme. Una sola nube copre tutto il sole. Un dettaglio stonato spegne una lista lunga di qualità.
C'è poi chi ha interesse a tenerlo acceso. La malevolenza trova in fretta la macchia e ci torna sopra di continuo. Ti definisce con quella e non con il resto. Bastano poche ripetizioni perché diventi la tua descrizione corrente. Da lì nasce una fama che non ti somiglia.
Due sono le vie sensate. La prima è togliere il difetto quando costa poco farlo. La seconda è più raffinata e consiste nel trasformarlo in un tratto distintivo. Un limite dichiarato e usato bene smette di essere un'arma in mano ad altri. La scelta tra le due dipende dal costo, non dall'orgoglio.