Fra due che si preparano allo stesso incontro, chi arriva prima ha un vantaggio che non compare nei numeri. Aspetta. L'altro corre.
Il primo meccanismo è la fatica. Chi arriva per secondo deve recuperare il tempo perso. Comprime i preparativi, salta i controlli, si presenta con le forze già spese. Chi era arrivato prima ha usato lo stesso tempo per sistemare il terreno e riposare.
C'è un secondo effetto, più importante del riposo. Chi arriva prima sceglie il posto e il momento. All'altro resta solo rispondere a scelte già fatte. Da quel momento uno impone le condizioni e uno le subisce.
Questo spiega perché conviene muoversi presto anche senza urgenza apparente. Non serve a fare di più. Serve a non finire nella posizione di chi insegue.
Vale in una trattativa, in una candidatura, in un progetto conteso. Chi presenta per primo una proposta fissa il quadro del discorso. Gli altri poi discutono dentro quel quadro. Discutere dentro il quadro di un altro costa già qualcosa, anche quando si vince.