Chi vince un conflitto punta quasi sempre a mettere fuori gioco l'avversario. È una mira sbagliata. Il valore di ciò che si conquista sta nella sua struttura viva, non nelle sue macerie.
Un gruppo che funziona vale per le persone che lo compongono. Vale anche per il modo in cui quelle persone lavorano insieme. Smontarlo per vincere significa ereditare pezzi che non stanno più insieme. Chi lo prende intero eredita anche la capacità di produrre.
Il meccanismo è semplice. Ogni colpo che dai serve a piegare l'altro, ma cancella anche una parte del premio. Più forza usi, più il premio si assottiglia. Alla fine puoi ritrovarti vincitore di qualcosa che non funziona più.
Questo cambia il modo di condurre una trattativa o una disputa. Non chiederti come annientare la posizione dell'altro. Chiediti cosa vuoi che resti in piedi dopo. La domanda sposta le mosse che scegli.
Vale anche nelle cose piccole. Umiliare un collega davanti a tutti vince lo scambio. E rovina la collaborazione che ti serviva il giorno dopo. Il costo non si vede subito. Arriva più tardi, quando serve chiedere aiuto a chi hai piegato.