Esiste un modo di parlare e di muoversi che conquista posizioni in anticipo. Si vede nel discorso, nello sguardo, perfino nel modo di camminare. Chi ce l'ha porta con sé la stima prima di aprire bocca.
Attenzione a come nasce. Non nasce dalla presunzione né dai discorsi pomposi. Nasce da un tono di autorità che poggia su talento e merito veri. Senza quella base diventa recita.
Qui entra la regola complementare. Più merito uno ha, meno affetta. L'affettazione dà un sapore volgare a qualsiasi qualità. Stanca chi guarda e tortura chi la pratica, perché obbliga a sorvegliarsi sempre. I meriti più alti sono quelli che ci perdono di più. Sembrano artificiali invece che naturali.
Il naturale piace sempre più del costruito. Chi ostenta una virtù comunica di non averla. Percio più fatica fai per una cosa, più conviene nasconderla.
C'è una trappola finale. Fingere di non fingere è ancora affettazione. Chi ha giudizio sembra non conoscere i propri meriti, e così gli altri li notano.