Aspettarsi che chi si comporta male non si comporti male è una pretesa impossibile. Vuol dire chiedere che una persona non sia quello che è. La delusione è garantita in partenza, perché la richiesta non era realizzabile.
Il meccanismo è nell'aspettativa, non nell'altro. Ogni volta che qualcuno agisce secondo il suo carattere ci sorprendiamo. Ma non c'era nessun motivo di aspettarsi altro. La sorpresa nasce da una previsione sbagliata che abbiamo fatto noi.
Rivedere la previsione non significa approvare. Significa smettere di reagire come davanti a un evento straordinario. Chi sa cosa aspettarsi si prepara, prende le distanze, mette limiti. Chi si aspetta il meglio resta indignato ogni volta e non cambia niente.
C'è però una forma peggiore dello stesso errore. È accettare che quella persona faccia del male ad altri e pretendere di esserne esente. Lì la richiesta non è più solo sbagliata. È la pretesa di un privilegio su una regola valida per tutti gli altri.
La posizione sensata è una sola. Se un comportamento è dannoso vale la pena opporsi ovunque accada. Se invece si sceglie di tollerarlo, non ha senso indignarsi solo quando tocca a noi.