Un'opposizione passa per stadi. Prima è un'intenzione. Poi diventa un accordo tra più parti. Poi una forza schierata. Alla fine è una posizione difesa e preparata.
A ogni stadio che passa serve più energia per ottenere lo stesso risultato. Un'intenzione si smonta con un'informazione o con un incentivo. Una forza già schierata si ferma solo con una forza paragonabile.
Il motivo è che ogni stadio incorpora il lavoro dei precedenti. Chi ha già radunato alleati e mezzi ha investito tempo e reputazione. Quell'investimento diventa la sua ragione per non tornare indietro, anche quando gli converrebbe.
Ne segue un ordine di preferenze. Prima si cerca di far cadere il piano dell'altro. Se non riesce, si impedisce che le parti si uniscano. Solo dopo si affronta la forza già formata. Attaccare ciò che è preparato a resistere è l'ultima scelta, mai la prima.
L'errore comune è aspettare che il problema sia visibile. Un problema visibile è un problema che ha già completato la sua costruzione. Chi interviene presto sembra esagerato. Chi interviene tardi sembra eroico e spende molto di più.